La Fondazione Camillo Caetani, per i 70 anni della sua istituzione, è lieta di presentare, in collaborazione con la Fondazione Roffredo Caetani e l’Archivio storico del Senato della Repubblica, il convegno La gestione culturale e giuridica delle fonti. Forze centrifughe e forze centripete: mutate esigenze, che si svolgerà nelle giornate del 20, 21, 22 ottobre 2026. Il Comitato scientifico è presieduto dal dott. Antonio Rodinò di Miglione, Presidente della Fondazione Camillo Caetani di Sermoneta – Ente filantropico, dalla dott.ssa Caterina Fiorani, direttrice dell’archivio gentilizio Caetani di Sermoneta, dal dott. Massimo Amodio, Presidente della
Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta ETS, dal prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana e dalla dott.ssa Isabella Aurora della stessa istituzione; dal dott. Riccardo Gandolfi, Soprintendente Archivistico e Bibliografico del Lazio, dal dott. Giampiero Buonomo, responsabile dell’archivio storico del Senato della Repubblica, dal dott. Alessandro Scurti, segretario parlamentare presso il medesimo archivio storico, e infine dai docenti Tommaso di Carpegna Falconieri, Michele Di Sivo, Marina Formica, Maria Beatrice Mirri, Giovanni Paoloni e Marina Raffaeli.
Il convegno intende indagare quali diritti e quali doveri siano di competenza delle Istituzioni che detengono fonti storiche e beni culturali. Oltre all’indiscusso dovere della cura e della fruizione, la Fondazione intende quindi interrogarsi e confrontarsi con altre Istituzioni sugli aspetti che gli enti, siano essi pubblici o privati, devono prendere in considerazione per ottemperare ai propri compiti, anche e soprattutto in relazione alle mutate esigenze prodotte dalle nuove tecnologie. L’obiettivo è mettere a confronto Istituzioni e Organi di tutela e vigilanza per aprire un dibattito tra i diversi soggetti coinvolti.
Il convegno si articolerà in tre giornate per un totale di sei sessioni: le prime due giornate si svolgeranno presso la sede della Fondazione Camillo Caetani, e l’ultima presso la Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”.
La sessione inaugurale, attraverso le Istituzioni che coordinano le attività di tutela e vigilanza sugli archivi, dalla Direzione Generale degli Archivi alle Soprintendenze Archivistiche del Lazio, della Campania e della Toscana, e dopo un’ampia disamina sulle diverse realtà degli archivi di famiglia, presenterà i materiali archivistici conservati dagli enti curatori del convegno, presso cioè l’Archivio storico del Senato e presso le Fondazioni Camillo e Roffredo Caetani. Seguiranno poi i seguenti casi: l’archivio storico della famiglia Besso; l’archivio d’Avalos; gli archivi di famiglia gestiti dall’Archivio Capitolino; l’archivio gentilizio Corsini; infine l’associazione Archivi storici delle famiglie, ideata sul territorio toscano come strumento per la gestione di archivi privati.
La seconda giornata intende proseguire i lavori analizzando diversi esempi di progetti digitali rivolti ad archivi complessi. L’Istituto Centrale per gli Archivi fornirà le necessarie linee guida per la corretta gestione dei processi digitali. Saranno presentati il progetto Enciclopedia farnesiana, l’archivio della famiglia Amaldi conservato presso l’Università la Sapienza di Roma, l’archivio Franca Rame e Dario Fo. L’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli sottoporrà i problemi metodologici e le prospettive di ricerca di un HTR applicato alle scritture notarili. Seguirà il progetto Partiture sulle fonti musicali degli archivi Massimo e Doria Pamphilj.
A tutti si chiede di verificare se l’utilizzo elettronico dei documenti generi ulteriori nodi da sciogliere circa la tutela delle immagini, del valore economico degli archivi e di quello giuridico della fonte.
La sessione pomeridiana, a seguito di un’ampia introduzione sulle modalità di studio delle fonti storiche, si concluderà con la tavola rotonda intorno alla quale studiosi già esperti e giovani ricercatori si confronteranno. Su tutti questi temi sarà impossibile non citare l’Intelligenza Artificiale che amplifica e genera ancora nuove tematiche.
La terza giornata, che si svolgerà presso la Biblioteca del Senato, verterà sull’analisi del valore economico, giuridico e sociale che fonti e beni culturali hanno e producono. Verrà presentata una riflessione sul valore civile delle fonti (dalla pergamena all’algoritmo); sul valore archivistico di un bene paesaggistico, come il caso del Giardino di Ninfa; sulla Information governance applicata agli archivi dalla Banca d’Italia; e infine sui diritti economici in merito all’utilizzo delle fonti.
La sessione proseguirà con la presentazione degli archivi di famiglia conservati presso l’Archivio Apostolico Vaticano e presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, procederà con una riflessione sul valore archivistico di un bene architettonico, e si concluderà con le riflessioni della Direzione generale Digitalizzazione e Comunicazione sul patrimonio multitipologico degli istituti culturali.
A conclusione dei lavori, è prevista una tavola rotonda di giuristi, esperti del mondo digitale ed enti conservatori che si confronteranno al fine di delineare nuove prospettive e promuovere best practices da proporre alla comunità di settore.
La brochure dell’evento


