Il Giardino di Ninfa si rigenera sulla via dell’acqua grazie al Pnrr

Il progetto, da 2,2 Milioni di Euro, finanziato dai fondi del Pnrr con il contributo della Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta Onlus

E’ entrato nella fase operativa il progetto “Giardino di Ninfa: dalla memoria del passato alla nuova resilienza e sostenibilità”.

Esperti e specialisti coinvolti nel programma sono al lavoro per assicurare la riuscita del piano di interventi destinato a garantire al Giardino una gestione più intelligente della risorsa idrica e a permettere il recupero e la valorizzazione di alcune aree di grande interesse del Monumento Naturale.

Aree ad oggi inaccessibili al pubblico poiché escluse dal circuito delle visite.

Un avvio che segna dunque l’inizio di una nuova fase della storia del Giardino, ma che si inserisce nel quadro di una transizione che sembra del tutto naturale per l’area che lo ospita. Fin dall’antichità, infatti, negli stessi luoghi in cui dal 1920 Gelasio Caetani prima immaginò e poi diede alla luce il Giardino per come lo conosciamo oggi, si produce energia da fonti rinnovabili.

E proprio le aree dell’antica centrale idroelettrica e quella del mulino medievale presente sulla diga, saranno al centro degli interventi finanziati grazie a un investimento della Fondazione Roffredo Caetani Onlus a cui si sono aggiunti i contributi destinati ai “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici” riconosciuti dal Ministero della Cultura e previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Per un ammontare complessivo di circa 2,2 Milioni di Euro.

Una veduta dell’Hortus Conclusus, sullo sfondo la torre di Ninfa

Accanto al tema dell’efficientamento energetico e della riduzione dell’impatto ambientale, in coerenza con i dettami dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il progetto prevede inoltre una serie di interventi in una terza area del Giardino, quella dell’Hortus Conclusus. Considerato il “giardino nel Giardino”, si tratta di un’area rinascimentale riconducibile all’archetipo giardino segreto, arricchito da fontane, vasche, ninfei e da un agrumeto.

Qui si procederà a una serie di interventi di manutenzione della componente botanica e paesaggistica, oltre che al restauro conservativo delle sue componenti storiche e architettoniche. Misure che rispondono anche queste alla volontà di valorizzare il patrimonio di bellezza, storico e culturale del Giardino di Ninfa da offrire alla meraviglia dei visitatori. Al termine degli interventi, infatti, tutte le aree interessate dai cantieri, ciascuna secondo la propria specificità e le proprie caratteristiche, saranno visitabili.

Nel dettaglio, il progetto “Giardino di Ninfa: dalla memoria del passato alla nuova resilienza e sostenibilità” si articola su un totale di nove punti, suddivisi nelle 3 aree già citate.

Le misure riguardano, nello specifico:

  • la realizzazione di un nuovo impianto di produzione di energia idroelettrica;
  • la musealizzazione della vecchia turbina “Francis” dell’azienda tedesca Voith in
    L’antico mulino di Ninfa

    funzione a Ninfa dal 1908 fino a pochi anni fa, e la musealizzazione della stessa, al fine di inserirla, al termine degli interventi di restauro, nel percorso di visita del Giardino;

  • l’adeguamento dell’impianto elettrico della centrale e della rete di distribuzione nelle aree del giardino, ma anche dell’area di accoglienza dei visitatori, come pure nell’area parcheggio;
  • l’installazione nell’area parcheggio di alcune colonnine di ricarica per vetture elettriche/ibride;
  • il miglioramento della rete di collettamento e smaltimento dei reflui per la protezione delle risorse idriche, superficiali e sotterranee;
  • la realizzazione di un sistema di sensori per il monitoraggio qualitativo e quantitativo delle acque del lago e del fiume, unitamente all’implementazione di modelli predittivi, al fine di ottimizzare la gestione della risorsa idrica e cogliere tempestivamente eventuali alterazioni nella sua qualità;
  • la realizzazione di un sistema di irrigazione avanzato all’interno dell’area dell’Hortus Conclusus, che preveda la presenza di sensori (tarati su specifiche idroesigenze dei diversi gruppi di piante presenti nell’area) in grado di rilevare il grado di umidità del terreno e di inviare segnalazioni per l’ottimizzazione della risorsa idrica;
  • la valorizzazione complessiva dell’Hortus Conclusus mediante il restauro conservativo e la manutenzione straordinaria delle componenti architettonica, scultorea e botanica presenti al suo interno;
  • attività di educazione e comunicazione diretta e indiretta degli interventi esposti. Il piano prevede partnership con università, enti locali ed eventi pubblici oltre ad un progetto editoriale che includa anche le nuove tecnologie con aggiornamenti costanti sui canali social e sul sito della Fondazione Roffredo Caetani. In questo stesso contesto si inserisce la partnership con la Fondazione Bruno Visentini che ha costruito il progetto “Ninfa 2030” che è a sua volta elaborato in due moduli. Il primo verte sull’importanza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che si inserisce all’interno dell’investimento europeo denominato “Next Generation EU”. Tale modulo del percorso formativo ha l’obiettivo di dare agli studenti una visione completa del PNRR e, in particolare, riguardo la prima missione “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”, dal cui finanziamento prende vita questo progetto. Il secondo modulo del percorso formativo si incentra sulla definizione nonché sull’importanza della valorizzazione dei beni culturali per la collettività, per poi procedere verso la descrizione delle modalità entro cui i fondi del PNRR hanno garantito la valorizzazione del Giardino di Ninfa.
Il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio

“Un progetto – spiega il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio – che riveste una importanza straordinaria per il futuro del Giardino di Ninfa e che è in linea con l’impegno della famiglia Caetani e della Fondazione per la salvaguardia e la tutela del Monumento Naturale. Fondamentale, inoltre, la parte di comunicazione che, grazie ai fondi Pnrr – Mic nell’ambito del programma Next Generation Eu, ci porterà a ribadire ai nostri visitatori, alle scuole e dunque alle nuove generazioni, l’importanza della valorizzazione e della conservazione del patrimonio storico e ambientale. Patrimonio che non è scontato ed eterno e che oggi stiamo difendendo dal trascorrere del tempo proiettando la sua storia nel futuro. Con i tecnici che stanno lavorando al progetto – conclude il presidente Amodio – abbiamo spesso riflettuto sul fatto che Ninfa si sta così rigenerando sulla via dell’acqua perché nasce da questo elemento e perché questo elemento ha caratterizzato fortemente tutta la sua storia: un luogo dove si produce energia da fonte rinnovabile da ormai mille anni che è, da sempre, un esempio straordinario di sostenibilità ambientale. E’ proprio per questi evidenti motivi che questo progetto è nello spirito della famiglia Caetani”.

Informazioni aggiornate sull’attività del progetto Pnrr presso il Giardino di Ninfa sono sempre disponibili sui canali social della Fondazione Roffredo Caetani e del Giardino di Ninfa e sul sito www.frcaetani.it nella sezione dedicata.

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Progetto “Il Giardino di Ninfa: dalla memoria del passato alla nuova resilienza e sostenibilità”, finanziato dal Pnrr (Missione 1_Misura 2 Intervento 2.3 – Parchi e Giardini storici) – Mic – Next Generation Eu. Comunicazione: Daniele Vicario, Valerio Sordilli (ufficiostampa@frcaetani.it)